Ecco dunque Liturgia del Piombo, il nuovo progetto solista di Ludovico Maggi Padovan. Il nome non è stato scelto a caso, dato il suo significato pesante. Evoca direttamente questa pratica divinatoria che consiste nel versare piombo fuso nell'acqua e nell'interpretarne i segni, la molibdomanzia in un linguaggio erudito. Ma si riferisce anche, naturalmente, a quel periodo buio dell'Italia che ha visto un accumularsi di azioni terroristiche, omicidi, ma anche intrighi politici e corruzione di ogni genere, con una serie di drammi che sono rimasti a lungo nella memoria collettiva.
Ludovico Maggi non è un neofita, tutt'altro, poiché in precedenza ha fatto parte con Andrea Pozzi di Wanda Wulz, un gruppo che ha comunque prodotto quattro ottimi album tra il 2012 e il 2020. Wanda Wulz navigava felicemente tra la musica elettronica dark wave e il pop industriale (sempre molto cupo). Musicalmente molto distante da Wanda Wulz, Liturgia del Piombo è piuttosto una formula audace che combina il meglio del rock progressivo heavy energico e del jazz avanguardista e disinibito, un post prog jazzy in un certo senso!
Ludovico ha la fortuna di essere un talentuoso polistrumentista. Può così dare libero sfogo a tutti i suoi desideri di suoni originali e trascrivere le idee e l'atmosfera del suo concept utilizzando gli strumenti che ritiene più appropriati. In questo caso, il clarinetto e l'organo sono gli elementi distintivi del suono voluto dal suo creatore.
Ho accennato poco prima a un discorso musicale energico ma anche pesante. Al di là dei temi vari, molto riusciti perché sempre molto melodici, è questa dimensione "potente" che fa la differenza e cattura l'ascoltatore perché c'è molta dinamica in questa musica che rimane sempre molto ariosa, il che fa una grande differenza per me. A volte abbandonando formule più elaborate ("pagine 84-168", "pagine 254-336", "pagine 594-666"), Ludovico non esita a divertirsi proponendo anche brani molto facilmente accessibili come nel caso del rilassante "pagine 336-419" o dell'irresistibile funk-rock "pagine 420-505" attraversato da un bel coro di pianoforte elettrico.
Lo sottolineo regolarmente, gli album 100% strumentali sono spesso esercizi impegnativi, ancora di più quando un solo musicista è al comando, ma per quanto riguarda questo Volume primo, non si può che rimanere estasiati di fronte alla ricchezza e all'interesse di queste otto tracce.
Un eccellente lavoro di alchimista in un certo senso!
Ancora una volta, questo album non beneficia né di un'etichetta né di un distributore, dagli almeno la possibilità che merita.
La tracklist :
- Pagine 1-83
- Pagine 84-168
- Pagine 169-253
- Pagine 254-336
- Pagine 336-419
- Pagine 420-505
- Pagine 506-593
- Pagine 594-666

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