C'è davvero bisogno di presentare Alessandro Corvaglia, una delle voci essenziali del prog italiano contemporaneo? Cantante di La Maschera di Cera, Höstsonaten e Delirium, Alessandro ha partecipato anche a numerosi progetti, come Narrow Pass, qualche tempo fa, e Il Giardino Onirico più recentemente.
Nel corso degli anni (2006-2020), Alessandro si è preso il tempo di accumulare il proprio materiale musicale. Out of the Gate non è quindi un caso, ma il frutto di una lunga gestazione. Il risultato, di grande successo, lo dimostra ampiamente.
Alessandro ha creato un album raffinato che riflette il suo stile personale. Tutte le sue influenze sono chiaramente presenti, a partire dai Marillion di Fish, ma anche i lavori solisti di Fish ("Promised Land", "White Ghosts"). Alessandro è stato il cantante dei Mr. Punch per anni per un motivo! Ma in questo album avremo anche l'opportunità di incontrare l'ombra dei Genesis ("The Night of the Eyes") o, più inaspettatamente, quella degli Unitopia ("Preaching on Line"). Nulla di veramente sorprendente per chi conosce l'artista. Tuttavia, la presenza di Gordon Giltrap in due brani, tra cui l'inedito "12 Towers" dedicato ad Alessandro, è molto più inaspettata ma assolutamente affascinante, e si amalgama perfettamente con il tutto. Siamo, ovviamente, piuttosto lontani dal prog italiano classico; solo "Where Have I Been?" potrebbe facilmente essere confuso con esso, con le sue voci italiane. Non è questo il caso, il che non impedisce a questo brano sobrio, punteggiato dall'etereo flauto di Raffaela Izzo, di essere comunque magnifico.
Nel corso degli anni (2006-2020), Alessandro si è preso il tempo di accumulare il proprio materiale musicale. Out of the Gate non è quindi un caso, ma il frutto di una lunga gestazione. Il risultato, di grande successo, lo dimostra ampiamente.
Alessandro ha creato un album raffinato che riflette il suo stile personale. Tutte le sue influenze sono chiaramente presenti, a partire dai Marillion di Fish, ma anche i lavori solisti di Fish ("Promised Land", "White Ghosts"). Alessandro è stato il cantante dei Mr. Punch per anni per un motivo! Ma in questo album avremo anche l'opportunità di incontrare l'ombra dei Genesis ("The Night of the Eyes") o, più inaspettatamente, quella degli Unitopia ("Preaching on Line"). Nulla di veramente sorprendente per chi conosce l'artista. Tuttavia, la presenza di Gordon Giltrap in due brani, tra cui l'inedito "12 Towers" dedicato ad Alessandro, è molto più inaspettata ma assolutamente affascinante, e si amalgama perfettamente con il tutto. Siamo, ovviamente, piuttosto lontani dal prog italiano classico; solo "Where Have I Been?" potrebbe facilmente essere confuso con esso, con le sue voci italiane. Non è questo il caso, il che non impedisce a questo brano sobrio, punteggiato dall'etereo flauto di Raffaela Izzo, di essere comunque magnifico.
L'elemento davvero interessante di questo album, e ciò che fa veramente la differenza, è il notevole spazio dedicato alle sezioni strumentali. Questo dimostra che Out of the Gate è effettivamente l'opera di un musicista completo che ha padroneggiato la sua arte, e non solo di un cantante che asseconda i propri desideri musicali. Gli strumentali ("The Night of the Eyes", "And the Lady Came In") sono certamente presenti per illustrarlo, ma la seconda parte dell'epico finale di quasi dodici minuti ("Out of the Gate") non lascia dubbi sulla visione genuinamente progressista di Alessandro per la sua musica.
La lunga lista di musicisti che hanno accompagnato Alessandro in questo progetto a lungo termine dimostra anche quanto sia stimato all'interno della comunità RPI. Come potrebbe essere altrimenti? Alessandro è un artista così caloroso, sensibile e coinvolgente. In questo senso, "Vision", presentata in un formato molto essenziale e sobrio, illuminata dalla voce eterea di Raffaella Izzo a supporto di quella di Alessandro, è forse il brano che meglio cattura l'essenza di Alessandro. Questo brano è di Peter Hammill ed è tratto dall'album *Fool's Mate*.
*Out of the Gate* non è un album solo per gli appassionati di prog italiano. È un disco universalmente apprezzato e, al contrario, ha tutto per piacere a un vasto pubblico. Se siete veri amanti del prog, troverete sicuramente qualcosa di vostro gradimento, quindi non perdetelo!
La lunga lista di musicisti che hanno accompagnato Alessandro in questo progetto a lungo termine dimostra anche quanto sia stimato all'interno della comunità RPI. Come potrebbe essere altrimenti? Alessandro è un artista così caloroso, sensibile e coinvolgente. In questo senso, "Vision", presentata in un formato molto essenziale e sobrio, illuminata dalla voce eterea di Raffaella Izzo a supporto di quella di Alessandro, è forse il brano che meglio cattura l'essenza di Alessandro. Questo brano è di Peter Hammill ed è tratto dall'album *Fool's Mate*.
*Out of the Gate* non è un album solo per gli appassionati di prog italiano. È un disco universalmente apprezzato e, al contrario, ha tutto per piacere a un vasto pubblico. Se siete veri amanti del prog, troverete sicuramente qualcosa di vostro gradimento, quindi non perdetelo!
I musicisti presenti in questo album: Alessandro Corvaglia, Martin Grice (sax, 1), Andrea Orlando, Mark Cunningham, Marcella Arganese, Daniele Sollo, Stefano Avigliana, Emanuele Telli, Dariush Hakim, Ettore Mazzarini, Massimo Moscatelli, Filippo Bagnoli, Maurizio Fiaschi, Mauro Sabbione, Matteo Nahum, Raffaella Izzo (voce, flauti), Cesareo, Gordon Giltrap.
Tracklist :
1. Promised land
2. The night of the eyes
3. Preaching on line
4. ... and the Lady came in
5. White ghosts
6. Vision
7. A deed within a dream
8. Where have I been?
9. 12 towers
10. Out of the Gate

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