mercredi 31 octobre 2018
news spécial halloween
Il n'y a pas de raisons, je me fais mon trip halloween aussi. Et pour l'occasion quelques news : çà va bouger bientôt du côté de FeM Prog Band et de Spettri avec un petit indice pour Spettri. Facile !
lundi 29 octobre 2018
Ellesmere : From sea and beyond + le 1er titre "Runaway"
From sea and beyond, le deuxième album de Ellesmere (Roberto Vitelli) est en route. Pour l'instant, nous avons la couverture de la pochette qui en jette pas mal dans le genre Heroic Fantasy.
Mise à jour du 6 novembre 2018 : J'ajoute le lien soundcloud qui permet d'écouter le premier titre "Runaway" avec, vous allez le constater dans les crédits, une belle brochette de musiciens invités (Robert Berry, Daniele Pomo, Trey Gunn). En tout cas, c'est effectivement très différent de l'album précédent, le très bucolique Les Châteaux de la Loire (titre en français, s'il vous plait !).
dimanche 28 octobre 2018
gioco dell'intervista : adesso in italiano !
Adesso in italiano sul mio blog con Phoenix Again, Il Bacio della Medusa, Not a Good Sign, Laviàntica, La Fabbrica dell' Assoluto.
Le regole del gioco : 10 domande, 5
risposte solamente !
Le domande :
Chi
siete ?
Perché state insieme ?
A quali influenze si rifà la vostra musica ?
Come definireste la vostra musica
Fate rock progressivo ?
Date la vostra definizione di rock progressivo
.
Qual è il vostro brano più progressivo e perché ?
Di quale brano o di quale album siete più orgogliosi e
perché ?
Se doveste invitare un musicista a suonare con voi,
chi sceglereste ?
Qual è il vostro prossimo progetto ?
Phoenix Again : gioco dell'intervista
Chi siete ?
Ciao a tutti! Siamo i Phoenix Again e la nostra
storia ha inizio parecchi anni fa. La band nasce nel 1981 dalle ceneri del
Gruppo Studio Alternativo (da qui il nome iniziale “Phoenix”), di cui facevano
parte i tre fratelli Claudio, Antonio e Sergio Lorandi, i quali, conosciuto il
batterista Silvano Silva, hanno dato il via a questa avventura. I Phoenix hanno
calcato i palchi della provincia di Brescia, nel nord Italia, per lunghi anni
ma, dopo numerosi cambi di formazione, nel 1998 la band si è sciolta senza
lasciare traccia di album registrati in studio. Il ritorno sulle scene avviene
dopo la triste scomparsa di Claudio Lorandi, portato via da un tumore nel 2007.
Può sembrare assurdo, ma questo tragico evento ha riunito i membri fondatori dei
Phoenix, Antonio, Sergio e Silvano, che, mossi dalla spinta di registrare i
brani composti nei decenni precedenti, hanno deciso di riportare in vita la
Fenice, aggiungendo al monicker antico anche la parola “Again”, quasi per
sottolineare il senso di continuità con il progetto precedente. E, insomma,
dopo più di dieci anni da quel triste 2007, siamo ancora qui, con alle spalle
tre dischi in studio (“ThreeFour”, “Look Out”, “Unexplored”) e due live doppi
(“Live in Flero” e “The Phoenix Flies Over The Netherlands – Live at ‘t Blok”).
E non ci sono solo i dischi. La “conduzione familiare” del gruppo si è sempre
più rafforzata dopo l’entrata fra le linee dei due figli di Antonio, Giorgio e
Marco Lorandi, e, con l’aggiunta di Andrea Piccinelli alle tastiere, si è
venuta a completare la line-up. L’entrata della gioventù è, in un certo senso,
la classica “ciliegina sulla torta”.
A quali influenze si rifà la vostra musica ?
L’influenza del rock e del pop-rock degli anni ’70
è chiaramente percepibile, più che nelle nostre composizioni, nella nostra
scelta di sonorità. Le chitarre che preferiscono un overdrive alla distorsione
ne sono un esempio, così come la scelta dei suoni di tastiera, che spesso si
rifanno al Mellotron, al Fender Rhodes o all’organo Hammond. Ma, se si
ascoltano attentamente le nostre composizioni, non possono restare nascoste le
matrici folk e fusion che ci animano. I gusti dei membri del gruppo sono
infatti variegati e abbracciano numerose sonorità: da McLaughlin e Cobham e la
loro Mahavishnu Orchestra al Mike Oldfield delle “lunghe composizioni”, dai
Genesis agli Inti Illimani, fino ad arrivare persino a Opeth e Iron Maiden!
Certo è che le sonorità più heavy sono quelle che sperimentiamo meno
all’interno delle nostre composizioni. Ovviamente non può mancare il
riferimento al Rock Progressivo di “casa nostra”: Le Orme, Banco del Mutuo
Soccorso e PFM sono dei capisaldi e dei punti di riferimento costanti.
Come definireste la vostra musica ?
Che domanda complicata ! Siamo abbastanza
convinti che le etichette vadano un po’ strette a ogni tipo di opera che si
propone come artistica, pertanto è davvero difficile dare una definizione della
nostra musica. Come abbiamo già affermato poco fa, la nostra musica prende
spunto da numerose e variegate esperienze musicali : dal prog
« classico » al folk, dal jazz rock all’hard rock, fino ad arrivare
persino alla musica classica. Facciamo fusion ? Facciamo Prog ? Beh, facciamo un mix
di tutti i generi che ci piacciono ma, nei nostri intenti, la matrice progressiva
(nel senso stretto del termine : « guardare avanti ») non manca
mai. Insomma, guardiamo avanti ma non
disprezziamo il passato : riproponiamo sonorità talvolta tipiche dei 70s,
talvolta più moderne. Insomma : facciamo semplicemente la musica che amiamo.
Qual è il vostro brano più progressivo e perché ?
Esordiamo affermando che non esiste un brano di
cui possiamo sentirci più o meno orgogliosi: ogni singola nota che si può
ascoltare nei nostri dischi è suonata con il cuore oltre che con le dita e con
il cervello. Però, è bene essere consapevoli di se stessi e noi ci rendiamo
conto di essere un po’ un unicum all’interno del panorama progressive perché
spesso deragliamo su binari lontani da quelli del progressive propriamente
detto. Se però tra tutti i nostri brani dovessimo scegliere quello che più di
tutti riassume la nostra idea di prog, punteremmo il dito su “Adso Da Melk”,
opening track del secondo album “Look Out”. Questo perché ci abbiamo messo
dentro di tutto: il coro classico dell’apertura, l’arpeggio di chitarra che ben
si sposa con il riff iniziale, l’esplosione elettrica nel primo sviluppo, la
sezione fusion e jazz-rock centrale che sfocia in un momento di sospensione in
cui chitarra e basso fraseggiano tra loro. Lo sviluppo del brano è a cornice,
così come accade, per esempio, anche in “The Bridge of Geese”, pertanto il riff
introdotto inizialmente su un tappeto di tastiere calmo e placido ritorna a
imporsi, possente, nel gran finale sinfonico, che è davvero una goduria suonare
dal vivo!
Qual è il vostro prossimo
progetto ?
Suonare e
registrare. Registrare e suonare.
Questo è e sarà sempre il nostro mantra, almeno finché potremo trarre soddisfazione dalla musica. Il 2018 si apre con il ritorno all’estero (al Parkvilla Theater di Alphen aan den Rijn, Olanda, il 13 aprile) ma sono in programma anche altre date che comunicheremo nei prossimi mesi. Speriamo anche di poter riproporre anche durante quest’anno l’evento che ci ha visti accompagnare un live painting dell’amico pittore Mitsuyasu Hatakeda: è stato uno spettacolo davvero suggestivo.
Inoltre, siamo già in studio per registrare il nostro quarto album. Abbiamo già raccolto parecchie idee e abbiamo già lavorato sulla stesura di alcuni brani. Non possiamo ancora anticipare nulla riguardo alla data di release: speriamo di riuscire a completare tutto entro l’autunno del prossimo anno.
Questo è e sarà sempre il nostro mantra, almeno finché potremo trarre soddisfazione dalla musica. Il 2018 si apre con il ritorno all’estero (al Parkvilla Theater di Alphen aan den Rijn, Olanda, il 13 aprile) ma sono in programma anche altre date che comunicheremo nei prossimi mesi. Speriamo anche di poter riproporre anche durante quest’anno l’evento che ci ha visti accompagnare un live painting dell’amico pittore Mitsuyasu Hatakeda: è stato uno spettacolo davvero suggestivo.
Inoltre, siamo già in studio per registrare il nostro quarto album. Abbiamo già raccolto parecchie idee e abbiamo già lavorato sulla stesura di alcuni brani. Non possiamo ancora anticipare nulla riguardo alla data di release: speriamo di riuscire a completare tutto entro l’autunno del prossimo anno.
Not a Good Sign : gioco dell'intervista
A quali influenze si rifà la
vostra musica ?
Il prog 70s ha un deciso ascendente sulla nostra musica, ma le
inclinazioni personali dei musicisti
coinvolti sono piuttosto vaste, e la musica che facciamo ne riflette le
influenze su diversi livelli. Musica da camera, fusion, funk, post rock, musica
orchestrale, colonne sonore, dark o r.i.o. hanno influenzato il nostro modo di
comporre/arrangiare la musica, in qualche modo.
Come
definireste la vostra musica
La nostra musica prova
a descrivere cosa accade nella testa delle persone quando affrontano la realtà,
o la misurano sui propri desideri, o veri sentimenti. Non è musica di evasione,
che fugge dalla realtà, anzi al contrario: è una finestra sul quotidiano per
come lo percepiamo noi attualmente, ha un forte ancoraggio negli sforzi
quotidiani dell'essere umano.
Di quale brano o di quale album siete più orgogliosi e
perché
Come sempre accade coi musicisti, l'ultimo album è sempre il migliore. Nel nostro caso si tratta di
'Icebound', il nostro terzo album. La ragione di questo ci è piuttosto chiara:
finirlo è stato fondamentalmente un
lavoro in salita. E questa sensazione di sforzo si riflette bene nelle
atmosfere del disco, che pare davvero come uno sforzo collettivo della band per
superare le difficoltà e raggiungere il bersaglio. Alla fine, ce l'abbiamo
fatta. Bella.
Se doveste invitare un musicista a suonare con voi, chi
sceglereste ?
Sicuramente sarebbe David Jackson dei VDGG. Oh aspetta...l'abbiamo appena fatto! David ha suonato
sul nostro ultimo album, nel brano 'Trapped In', un lungo brano che parla della
cosiddetta 'sindrome locked-in'. Il suo contributo è stato davvero eccezionale,
e diversi ci hanno fatto notare un deciso sapore vandergraffiano in questo
brano. Chissà come mai.
Qual è
il vostro prossimo progetto ?
Ne abbiamo parecchi. Verosimilmente, il prossimo sarà registrare alcuni
nuovi brani, e qualche vecchio brano riarrangiato per l'occasione, con la
formula 'live in studio', e farci dei video. Vorremmo allaragre la lineup della
band per questa occasione. Abbiamo un sacco di idee, ma cronica mancanza di
fondi per realizzarle. Quindi...comprate il nostro album, ci aiuterete a
crescere come band !
Laviàntica : gioco dell'intervista
Chi siete ?
Il nucleo della band è costituito da 4 amici (Luciano, Paolo P., Paolo M. e Marco), cresciuti nello stesso quartiere di Roma, che fin dagli anni ‘80, durante l’adolescenza, hanno condiviso la passione per la musica. Daniele e Roberto sono invece delle acquisizioni relativamente recenti, che con la loro professionalità ed esperienza valorizzano e completano la formazione attuale.
Perché state insieme ?
L’elemento di coesione è principalmente l’amicizia che ci lega fin dall’infanzia.
Il fatto di essere insieme, ci permette sia di crescere individualmente che di sfruttare la sinergia tra di noi, cosa che si riflette nella creazione di composizioni di qualità più elevata rispetto a quelle che potrebbero scaturire dai singoli.
A quali influenze si rifà la vostra musica ?
La nostra musica riflette chiaramente il background di ognuno dei componenti, si va quindi dai Genesis, PFM, Banco e Gentle Giant ai Beatles, Deep Purple, fino a Bowie e recentemente Steven Wilson.
Come definireste la vostra musica ? Fate rock progressivo ?
Quando abbiamo iniziato a comporre non avevamo in mente un genere specifico, semplicemente è venuta fuori la somma delle singole influenze.
Dopo aver pubblicato il primo album, "Clessidra", siamo stati etichettati in vari modi, come crossover-prog, prog tendente al pop ecc…
Con il nuovo album, "The Experience", abbiamo virato più decisamente verso un rock progressivo più sinfonico, anche grazie all’inserimento di flauto traverso e minimoog.
Qual è il vostro brano più progressivo e perché ?
L’ultimo album, "The Experience", è tutto decisamente progressive.
Dovendo comunque scegliere ce ne sono almeno due, "Laviàntica" dal primo album (che non a caso dà anche il nome al gruppo) e "The Journey" dall’ultimo lavoro, che sono entrambi delle minisuite strumentali, con molti cambi di atmosfera, ritmi e di tempo.
La Fabbrica dell' Assoluto : gioco dell'intervista
Chi siete ?
Noi siamo la fabbrica dell'
assoluto, una band nata nel quartiere Tuscolano di Roma dalla voglia di tutti
noi di esprimere la nostra musica e le nostre idee insieme. Abbiamo scelto
questo nome poichè il termine "fabbrica" rappresenta un luogo della
nostra epoca e il termine "assoluto" in quanto è ciò che noi
"fabbricanti" proviamo a creare, la Musica.
Perché state insieme ?
La storia dell unione della band è iniziata
molti anni fa, infatti Marco Piloni (Basso), Daniele Sopranzi (Guitar) e
Michele Ricciardi (Batteria) sono cresciuti insieme ed hanno iniziato a suonare
fin da piccoli. A loro si sono aggiunti poi Daniele Fuligni (Tastiere) e
Claudio Cassio (Voce) che sono andati a completare la formazione della band.
Oggi siamo insieme perchè nel tempo è cresciuta in noi una forte amicizia e
questo per noi rappresenta la prima essenza per poterci raccontarci attraverso
la musica.
A quali influenze si rifà la
vostra musica ?
La particolarità della Fabbrica dell' Assoluto è che
ognuno di noi ha portato le proprie influenze all'interno del sound della band,
quindi ricerchiamo le sonorità a 360°. Ovviamente una radice musicale che ci
accomuna è quella del progressive-rock sia italiano (Banco del Mutuo Soccorso,
Rovescio della Medaglia, Pfm, ecc ) e sia straniero (King Crimson, Pink Floyd,
Yes, Opeth ecc ). Altre influenze che compongono la nostra musica sono in parte
anche il Jazz, Hard Rock e Metal.
Qual è il vostro brano più progressivo e perché ?
Secondo noi il pezzo che più rappresenta il
progressive-rock è "Processo di Omologazione", una suite inserita
all'interno del nostro album "1984: L'ultimo uomo d'Europa", in
quanto le musiche raccontano e si trasformano inseguendo le emozioni del
protagonista che si susseguono attraverso un evoluzione musicale
"progressiva". E' difficile spiegarlo, possiamo dirvi però di
ascoltarlo per capire perchè per noi rappresenta il momento più progressive
dell'intero disco.
Qual è il vostro prossimo progetto ?
Stiamo lavorando alla realizzazione del nuovo album portando con noi
qualcosa del nostro primo album per quanto riguarda le tematiche, ma non
vogliamo dire troppo in questo momento, questo per noi è il momento della
realizzazione del nuovo album e ci teniamo a non deludere i nostri fans.
Abbiamo però presentato, sia al Fim di Milano e sia al Pistoia Blues come
gruppo di apertura a Steve Hackett, la prima parte della suite dal titolo
"L'Uomo Nuovo" che verrà inserita nel nostro successivo lavoro. Speriamo di avere il piacere di presentarlo a più presto al pubblico.
Il Bacio della Medusa : gioco dell'intervista
Chi
siete ?
Risponde Simone Cecchini:
Siamo Il Bacio Della Medusa,
un gruppo di musicisti dal Lago Trasimeno (Umbria) condividiamo il sogno della
musica dal settembre del 2002, e il nucleo originario della Band è ancora
intatto: Simone Cecchini: vocals, acustic guitar/ Diego Petrini: drums, piano,
synth, mellotron / Federico Caprai: Bass Simone Brozzetti : Electric
Guitar
Eva Morelli : flute, alto & soprano sax, piccolo
Simone « Il Poca » Matteucci : Electric Guitar
Simone Brozzetti : Electric Guitar
Eva Morelli : flute, alto & soprano sax, piccolo
Simone « Il Poca » Matteucci : Electric Guitar/ Simone Brozzetti: Electric Guitar / Eva Morelli: flute & sax. Alla line up dall’ autunno 2017 si è aggiunto Simone "Il Poca" Matteucci:Electric Guitar.
Eva Morelli : flute, alto & soprano sax, piccolo
Simone « Il Poca » Matteucci : Electric Guitar
Simone Brozzetti : Electric Guitar
Eva Morelli : flute, alto & soprano sax, piccolo
Simone « Il Poca » Matteucci : Electric Guitar/ Simone Brozzetti: Electric Guitar / Eva Morelli: flute & sax. Alla line up dall’ autunno 2017 si è aggiunto Simone "Il Poca" Matteucci:Electric Guitar.
A quali influenze si rifà la vostra musica ?
Risponde Federico Caprai:
Sicuramente la nostra musica si ispira all'
underground e al Prog Rock degli anni 60/70: gruppi storici come Pink Floyd,
VDGG, Genesis, Jethro Tull, Gong e King Crimson, ma anche all' Hard Rock e all'
Heavy Metal degli anni 80 e 90. In Italia abbiamo voluto seguire le orme
dei cantautori come Finardi, De Andrè, De Gregori, Branduardi o dei grandi del
Prog come Banco, Orme, Pfm ed Osanna. Io e Simone Cecchini amiamo alla follia i
Queen.
Come definireste la vostra
musica ?
Risponde Simone Cecchini
Ovviamente sono anni che
pubblico e critica di settore ci etichettano come Rock Progressive Band e credo
che ciò sia plausibile. Noi del BACIO però abbiamo sempre preferito
definirci ART ROCK. Fin dagli esordi, abbiamo perseguito lo scopo di dare una
valenza artistica a qualsiasi aspetto del nostro fare musica: arragiamenti
ricercati, dignità letteraria dei testi,, la cura dei dettagli nel proporre i
nostri spettacoli dal vivo, ed anche le cover dei dischi.
Date la vostra definizione di rock progressivo
Risponde Federico Caprai e Simone Cecchini
Il rock Progressivo non dovrebbe essere uno stile
definito, molti gruppi tendono ad enfatizzare suoni o soluzioni musicali che
ricordano i classici del genere, senza tirar fuori personalità. Il Prog
dovrebbe essere prima di tutto libertà di espressione e di composizione, un
mezzo per trasmettere emozioni e raccontare storie o per arricchire
culturalmente l’ascoltatore e mai e poi
mai un pretesto per mettersi in mostra ed esasperare virtuosismi musicali.
Di quale brano o di quale album siete più orgogliosi e
perché ?
Risponde Federico
Caprai
Non c’è un album o una
canzone a cui teniamo più rispetto ad un altra (magari per Simone Cecchini
scrivendo i testi questo è diverso e può sentirsi più vicino ad un brano
rispetto che un altro), ogni album è stato fine a se stesso e ci ha poi
indirizzato verso il successivo. In questo momento ci sentiamo in piena
sintonia con Seme*, perchè è lo specchio di quello che siamo ora, ma già
abbiamo la consapevolezza che presto ci muoveremo in nuove direzioni.
mercredi 24 octobre 2018
Opera Oscura : Disincanto
Je vous conseille de vous intéresser à ce premier album d'Opera Oscura, un jeune groupe emmené par le clavier Alessandro Evangelisti également compositeur de la musique. C'est varié avec de beaux climats et un son puissant. çà va du prog au métal en passant par le gothique. Excellent !
Pour écouter, je vous mets le lien Progstreaming :
et le lien Bandcamp pour acheter :
Listen and Enjoy
samedi 20 octobre 2018
La Coscienza di Zeno : Una vita migliore
La sortie de Una vita migliore, le quatrième album studio de La Coscienza di Zeno, est prévue le 9 novembre. C'est chez AMS Records.
En attendant, appréciez l'artwork !
jeudi 18 octobre 2018
le blog de Bernardo Lanzetti
blog pour blog, je trouve bien l'idée de vous faire partager le lien du blog de Bernardo Lanzetti, chanteur d'Acqua Fragile et de Premiata Forneria Marconi. Vous découvrirez ainsi qu'il est en fait un artiste complet et protéiforme.
mardi 16 octobre 2018
Il Castello di Atlante : siamo noi i signori delle terre a nord
Le nouveau : siamo noi i signori delle terre a nord
Et l'ancien ! : sono il signore delle terre a nord
mercredi 10 octobre 2018
Paolo Siani feat. Nuova Idea
Pour l'instant, je n'ai que la pochette du nouvel album de Paolo Siani, signée Roberta Cavalleri. Dès que j'en sais plus sur le contenu, je vous en reparle. Pour mémoire Paolo Siani a été le batteur du Nuova Idea de la grande époque. Il a remis en route le groupe à partir de 2010 avec une partie de la formation d'origine : le guitariste Ricky Belloni et le clavier chevelu Giorgio Usaï. Le premier album de Paolo Siani & Friends feat. Nuova Idea est sorti en 2010 (Castles, Wings Stories and dreams). Faces with no traces a suivi en 2016. The Leprechaun's pot of gold devrait bientôt voir le jour toujours chez Black Widow Records .
samedi 6 octobre 2018
des sorties en vrac
Cà accélère un peu au niveau des nouveautés programmées pour octobre et novembre 2018.
La sortie du nouvel album d' Il Segno del Comando : L'incanto dello Zero. En présentation à La Claque (Genova) le 2 novembre.
La sortie du deuxième album de Cellar Noise : Dietro le quinte
La sortie d'un livre (en italien) écrit par Mauro La Luce sur l'histoire du groupe Delirium : il lungo viaggio.
et toujours :
La sortie d' Il risveglio del principe l'inattendu nouvel album de Celeste porté par Ciro Perrino
La sortie du quatrième album pour La Coscienza di Zeno : Una vita migliore
lundi 1 octobre 2018
Le coin des vinyles : Lungo il sentiero di pietra (Sithonia)
Sithonia, Lungo il sentiero di pietra (LP, Camerun Records, CR 001, 1989)
Ce mois-ci, je vous présente le
premier album de Sithonia sorti en 1989. Particularité : il n’a été
pressé qu’à cinq cent exemplaires uniquement en vinyle. Camerun Records était
évidemment un label d’auto-production. Le groupe a ensuite poursuivi avec cinq
autres albums, s’échelonnant de 1992 à 2011, tous édités en CD.
Mais bizarrement Lungo il sentiero di
pietra n’a jamais bénéficié d’une
réédition CD alors même que la formation était chez Mellow records,
pourtant habituellement peu avare de ce
genre d’exercice. Alors certes Sithonia a réalisé un parcours
relativement discret et son audience est restée confidentielle dans le milieu du prog italien. Ceci explique peut être cela ! Le résultat est que Lungo
il sentiero di pietra en devient de
facto à la fois un objet de curiosité et une relative rareté (il est encore
trouvable à un prix raisonnable). En tout cas, pour « Le coin des
vinyles », c’est parfait !
Le fait que ce premier effort ait été laissé de côté est
d’autant plus dommage que Lungo il sentiero di pietra est un très bon disque qui évite l’écueil du
néo prog de l’époque au profit d’un prog italien que l’on pourra rapprocher des
contemporains de Nuova Era, de Consorzio Acqua Potabile ou encore d’Il Castello
di Atlante avec aussi quelques réminiscences plus vintage à la Le Orme et à la
Banco del Mutuo Soccorso (« il sogno di scindigher »). Même s’il n’y
a pas beaucoup de moments où çà décolle
franchement (un peu sur le dernier titre « folla di passggio »),
l’ensemble est très agréable à écouter.
mercredi 26 septembre 2018
and the winner is : Premiata Forneria Marconi
Premiata Forneria Marconi qui remporte le prix du meilleur groupe étranger (donc hors Royaume Uni) au Progressive Music Awards 2018, excusez du peu mais çà claque ! Pas mal pour un vieux groupe italien qui affiche presque cinquante ans de bons et loyaux services au compteur.
un grande applauso Patrick, Franz & co !
dimanche 23 septembre 2018
le nouveau Acqua Fragile est arrivé
Après un inattendu troisième album (A New Chant) sorti fin 2017 soit quarante trois ans après Mass-Media Stars, les trois papys (comprendre Franz Dondi, Piero Canavera et l'ineffable Bernardo Lanzetti) semblent avoir pris goût à l'affaire et ont décidé dans la foulée de redonner une existence pérenne à Acqua Fragile. Pour preuve, trois nouveaux membres viennent d'être recrutés : Rossella Volta (chant), Stefano Pantaleoni (claviers) et Michelangelo Ferilli (guitares). Pour faire quoi ? L'avenir nous le dira !
En attendant, je vous remets un titre extrait de A New Chant qui était ma foi un album fort sympathique avec un Bernardo Lanzetti qui faisait plutôt moins la chèvre que d'habitude !
Allez en piste pour "My Forte" : https://www.youtube.com/watch?v=xxa9pZIDDno
dimanche 16 septembre 2018
L'entretien jeu de La Fabbrica dell'Assoluto
Les romains de La Fabbrica dell'Assoluto ont pondu en 2015 un premier album absolument remarquable. 1984 : l’ultimo Uomo d’Europa représente la quintessence du prog italien et ose aller chercher Il Baletto di Bronzo sur son terrain pour au moins l'égaler et peut être même le dépasser. Vous pouvez me croire 1984 : l’ultimo Uomo d’Europa fera date et s'extraira sans problème de la production pléthorique de cette décade. Ces mecs ont la maturité, la technicité et l'inspiration et en plus ils sont sympas. En attendant leur deuxième album, voici leur entretien-jeu.
Qui êtes-vous ? / Chi siete ?
Nous sommes La Fabbrica dell’Assoluto, un groupe qui
s’est formé dans le quartier de Tuscolano à Rome avec la volonté d’exprimer
notre musique et nos idées ensemble. Nous avons choisi ce nom car l’usine est
un endroit qui représente bien notre époque et l’absolu car c’est un terme qui
définit bien la musique que nous voulons créer.
Pourquoi êtes vous ensemble ? / Perché state
insieme ?
L’histoire du groupe a
commencé il y a de nombreuses années. En fait, Marco Piloni (basse), Daniele
Sopranzi (guitare) et Michele Ricciardi (batterie) ont grandi ensemble et ont
commencé à jouer de la musique ensemble dès leur plus jeune âge.
Ils ont été rejoints par
Daniele Fuligni (claviers) et Claudio Cassio (chant) qui sont venus compléter la
formation.
Aujourd’hui nous sommes toujours ensemble car au fur et à
mesure du temps qui a passé, une amitié très forte s’est développée entre nous
et c’est elle qui nous fait avancer et nous permet de nous exprimer à travers
le groupe.
Quelles influences revendiquez-vous dans votre
musique ? / A quali influenze si rifà la vostra musica ?
La particularité de La
Fabbrica dell’Assoluto est que chacun d’entre nous a apporté ses influences
dans le son du groupe, ce qui fait que nous avons aujourd’hui une palette
sonore à 360° (rires). Objectivement les racines musicales qui nous réunissent
sont bien sûr le rock progressif, qu’il soit italien (Banco del Mutuo Soccorso,
Il Rovescio della Medaglia, Premiata Forneria Marconi…) ou étranger (King
Crimson, Pink Floyd, Yes, Opeth…).
D’autres influences font que
notre musique est aussi marquée par le jazz, le hard rock et le métal.
Quel est votre morceau le plus progressif, pourquoi ?
/ Qual è il vostro brano più progressivo e perché ?
Pour nous, le titre qui représente le mieux le rock
progressif est "Processo di Omologazione". C’est une suite qui fait
partie de notre album « 1984 :
l’ultimo Uomo d’Europa ». La musique de ce morceau raconte les émotions
du protagoniste de l’histoire et suit ses transformations, ce qui fait que la
succession des étapes émotionnelles par lesquelles il passe fait du tout une
évolution musicale « progressive ». C’est difficile à expliquer mais
écoutez ce morceau et vous comprendrez que c’est le moment le plus progressif de
l’album.
Quel est votre prochain projet ? / Qual è il vostro prossimo progetto ?
Nous sommes en train de
travailler sur le nouvel album qui reprendra quelques thèmes du premier disque
mais nous ne voulons pas en dire plus pour l’instant. Nous sommes en plein dans
la réalisation de ce nouvel album et nous ne voulons pas décevoir nos fans.
Cependant, nous avons déjà
présenté à la FIM de Milan et au Pistoia Blues Festival (en tant que groupe
d’ouverture pour Steve Hackett) la première partie d’une suite qui s’appellera
« L’uomo Nuovo » et qui sera incluse dans notre prochaine livraison
(*).
Nous espérons avoir le plaisir
de la présenter au public aussitôt que possible. !
(*) votre serviteur a eu la chance d’écouter ce nouveau morceau à Milan
et confirme qu’il est excellent et tout à fait dans la lignée du premier album avec toutefois une inclinaison plus métal (à vérifier
dans la version finale).
samedi 15 septembre 2018
Daal met les bouchées doubles !
Quatre ans après Dances of the drastic navels, Daal tente de rattraper le temps perdu en sortant simultanément deux nouveaux albums : Decalogue of Darkness et Navels falling into a living origami.
Decalogue of Darkness semble être le travail dont les deux membres de Daal sont le plus fiers. Ils sont accompagnés d'Ettore Salati (ex The Watch) déjà entendu chez Daal et de Roberto Aiolfi (Prowlers).
Voici le teaser de 8 minutes qui promet du très bon :
Navels falling into a living origami semble être une sorte de projet parallèle fait à partir de chutes qui ont été réunies pour former une longue suite de 50 minutes. On retrouve d'autres musiciens connus de la sphère RPI comme Marcella Arganese (Mr Punch, Ubi Maior), Guglielmo Mariotti (ex The Watch et Taproban, Mr Punch)
Le teaser donne un résultat sonore plus aventureux mais très plaisant à l'écoute :
vendredi 14 septembre 2018
R.U.G.H.E.
Fabio Zuffanti réactive R.U.G.H.E;, ce groupe confidentiel qu'il avait monté il y a quelques années avec Boris Valle (Finisterre) et Carlo Carnevali. A la vérité, la trace sonore laissée en 2009, sous forme d'un CD éponyme n'avait pas forcément convaincue à moins d'aimer au delà du raisonnable une musique que l'on peut apparenter à de l'ambiant industriel mâtiné avant-gardisme bruitiste (oui je sais, çà ne fait pas vraiment envie). Donc Zuffanti et ses deux acolytes remettent çà avec une prestation live programmée à Gênes le 6 octobre et, normalement, un album à suivre.
Fabio Zuffanti ferait bien mieux de remonter Finisterre avec Boris Valle, Stefano Marelli, Agostino Macor et Andrea Orlando et que tout ce petit monde nous fasse un bel album. Fabio si tu m'entends !
lundi 10 septembre 2018
KENT : canterburitalian prog
Tout est dans le titre mais je détaille quand même. Richard Sinclair (Caravan, Hatfield & the North, Camel) et Beppe Crovella (Arti & Mestieri) ont monté ce groupe dédié au Canterbury sound. On va attendre un peu de voir ce que çà donne. Je fais partie des inconditionnels de Richard Sinclair. J'aime sa manière de chanter (il a le timbre de voix le plus cool que je connaisse), son jeu de basse mais aussi son positionnement artistique. Pour l'instant, seuls quelques concerts sont prévus. On va espérer mieux, beaucoup mieux ! un album ?
vendredi 7 septembre 2018
Celeste
Cela fait un bon moment maintenant que nous suivons le réveil de Celeste avec le projet Il Risveglio del Principe. Et ce premier extrait presque finalisé donne envie d'écouter le reste.
En écoute : "Bianca vestale" https://www.youtube.com/watch?v=SyeqW7usIXQ
dimanche 2 septembre 2018
vendredi 31 août 2018
Le coin des vinyles : L'Isola (Maxophone)
Maxophone, L’isola, (AMS Records n° 131, 2017)
EP 10’’ (33 tours), 2 titres, vinyle gris
Allez on démarre en douceur ce premier numéro mensuel du
Coin des vinyles avec cet EP de Maxophone qui a été pressé spécialement
pour le Record Store Day 2017.
La face A propose un titre inédit, « L’isola »,
en grande partie réalisé par Alberto Ravasini qui a enregistré quasiment seul
le morceau, se chargeant de tous les instruments y compris la basse. Sa voix,
un peu déformée (l’âge ?), donne une tonalité très sombre à ce titre
poignant. "L'isola" est en fait un vieille chanson composée en 1976. Elle devait figurer sur le deuxième album du groupe qui n'est jamais paru. On en trouve par contre une version assez aboutie sur From Cocoon to Butterfly. La face B porte « La Fabbrica delle Nuvole »
tiré de l’album du même nom, sorti début 2017, que je recommande au passage
d’acheter. Certes le Maxophone 2017 n’a plus sa verve d’il y a quarante
ans mais il compense grandement par une grâce et une poésie en tout point
émouvantes.
Le retour de Maxophone avait donné beaucoup d’espoirs aux fans de
prog italien, hélas le décès de son clavièriste fondateur, Sergio Lattuada, en mai
2018, a probablement sonné le glas définitif du groupe. Cet EP pourrait donc bien être la dernière trace discographique laissée par cette magnifique formation.
en écoute : "La Fabbrica delle Nuvole" https://www.youtube.com/watch?v=Swki6tHsy7I
A bientôt, le mois prochain !/A presto, il mese prossimo !
mardi 28 août 2018
Edito : Le coin des vinyles
Bonjour à tous
Figurez-vous que les galettes
sont revenues à la mode !
Je dis pas çà parce que je vis en
Bretagne mais c’est un fait, la galette marche très fort en ce moment. Donc comme tout le
monde j’ai ressorti mes vieilleries et j’ai aussi racheté quelques albums qui
me tenaient à cœur.
Et voilà, de fil en aiguille,
l’envie de créer une rubrique spéciale vinyles s’est imposée tout
naturellement.
Je vais donc vous présenter une fois par mois un LP de
prog italien. Mais je vous préviens, ne comptez pas sur moi pour vous faire le
coup des disques super rares. Soyons clair, le style collectionneur psychotique
qui dégote la pièce unique à un prix affolant et qui la fait miroiter à tout le
monde, l’air de dire, vous avez vu, il n’y a que moi à l’avoir, ce n’est pas
mon truc. Dans le même genre d’idée, je ne vais pas exclusivement aller
chercher des albums des seventies qui atteignent aujourd’hui des prix à mon
avis déraisonnables. Nous allons ratisser large.
Il y aura donc des LP d’un peu toutes les époques. Comme
d’habitude, pour ceux qui me connaissent par mes livres, je vais vous parler de
ce que j’aime et de ce que j’ai envie de vous faire connaître. Pour éviter de
faire doublon, je vais faire en sorte de vous présenter des disques qui ne sont
pas dans mes bouquins. Comme çà vous pourrez compléter ! Je vais aussi
essayer, dans la mesure du possible, de vous trouver des albums qui ont un
petit quelque chose en plus.
Voilà, une fois encore c’est un grand plaisir pour moi
d’avoir la chance de pouvoir partager la musique que j'aime et que j’écoute depuis si longtemps.
On se retrouve très bientôt dans la rubrique « Le coin des
vinyles ».
Les plus affutés auront reconnu en photo le LP Parsifal des I Pooh (1973).
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